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un universo senza buoni o cattivi, dove emergono tanto le vacuità e i fallimenti che l’indole più dolce dei vari caratteri, tanto il loro lato meschino e viziato che quello con meno asperità. Una New York popolata di adulti che accumulano divorzi e traslochi, troppo indulgenti e troppo libertari, e di adolescenti viziati ma sensibili, ognuno con grosse turbe sentimentali. Personaggi irrisolti e sfaccettati come lo è il film di Wiesen.

La scelta del Museo archeologico Salinas di ospitare “When Art became part of the Landscape. Chapter I” suona come un ulteriore passo in avanti, verso la distruzione del preconcetto di uno spazio votato all’archeologia, “chiuso” ai linguaggi contemporanei. In questo caso, è importante la collaborazione con la Collezione Maramotti di Reggio Emilia, istituzione culturale privata italiana dedita al contemporaneo che per prima ha portato l’artista russo in Italia proponendo una grande mostra nel 2013 e continuando a sostenerne la ricerca.

Lavora con Stefania Sandrelli in Nottataccia (1992), è di nuovo in televisione con il film tv Per amore o per amicizia (1993) e poi sperimenta il teatro con il ruolo di Annibale in “Un paio d’ali” (1997), ma soprattutto con quello di Mastro Titta (ruolo ereditato da Aldo Fabrizi) in un leggendario “Rugantino” (1998 2004) che terrà banco per ben tre edizioni, all’interno delle quali affiancherà: Valerio Mastandrea, Sabrina Ferilli, Simona Marchini ed Edy Angelillo.Il doppiaggio e le fictionAnche doppiatore, presta la sua voce ad alcuni personaggi di animazione per i film Il principe d’Egitto, Z la formica e La gang del bosco, senza però dimenticare il cane del telefilm Tequila Bonetti (2000).Ma la sua carriera, almeno in questa sua seconda parte, è principalmente proiettata verso il piccolo schermo, scelta che gli consentirà di diventare un volto molto amato dalla televisione che ne apprezzerà sia la cadenza da romanaccio DOC sia la bonaria aria che gli circola intorno. Partecipa così a Ladri si nasce (1997) e il suo seguito Ladri si diventa (1998), passando per il telefilm I misteri di Cascina Vianello e per Ultimo (1998), arrivando a Le ragazze di Piazza di Spagna (1998), Cuori in campo (1998), Anni ’50 (1998) e Anni ’60 (1999), Tre stelle (1999), La casa delle beffe (2000), Villa Ada (2000, ancora con la Sandrelli), Cuccioli (2002) e La palestra (2003). Nominato al Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista per Il pranzo della domenica (2003) assieme a Rocco Papaleo, recita accanto a Valerio Foglia Manzillo e Claudio Bigagli nel simpatico Verso Nord (2004), per la regia dell’amico Reali, in Il lupo di Stefano Calvagna e in Questa notte è ancora nostra (2008), ma continuerà pur sempre a preferire il piccolo schermo con: O la va o la spacca (2004), Un ciclone in famiglia (2005), I colori della vita (2005), I Cesaroni (2006), Domani è un’altra truffa (2006), Piper (2007) e Di che peccato sei? (2007).Negli ultimi anni è tornato sul grande schermo con altre divertenti commedie di Carlo Vanzina e Paolo Genovese.

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