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Cerca un cinemaC’era una volta la capitale indiscussa del folk, quel Greenwich Village a partire dal quale Bob Dylan avrebbe cambiato la storia della musica. Ma questa storia comincia prima, quando la musica folk è ancora inconsapevolmente alla vigilia del boom e i ragazzi che la suonano provengono dai sobborghi operai di New York e sono in cerca di una vita diversa dalla mera esistenza che hanno condotto i loro padri. Llewyn Davis è uno di questi, un musicista di talento, che dorme sul divano di chi capita, non riesce a guadagnare un soldo e sembra perseguitato da una sfortuna sfacciata, della quale è in buona parte responsabile..

Una vita lunga quella di Villaggio che nasce nel tubo catodico, il primo in grado di donare nuova ilarità e nuovi significati alla sua comicità, e prosegue in un percorso lungo, complesso e cinematograficamente affascinante. Oggi, i suoi ritratti sono da repertorio, ma fortunatamente la realtà non potrà mai competere con la sua fantasia. la nostra unica salvezza!Figlio di un ingegnere e di una insegnante, Paolo Villaggio cresce a Genova, assieme a suo fratello gemello Piero oggi docente universitario e membro dell’Accademia dei Lincei , trascorrendo un’infanzia abbastanza povera, dovuta principalmente alla Seconda Guerra Mondiale.

La detesta, per questo, ma è grazie a lei che, adolescente, studierà al salesiano Collegio Ayacucho, lo stesso di undici futuri presidenti e ministri. Un’anomalia, in un paese che all’epoca attua una politica contro l’alfabetizzazione di indigeni e donne, ma strano lo è già di suo: bambino, gli regalano dei pastelli e lui disegna scene cruente, un incidente, una ruota che stritola, un cane morto. Non bastasse, usa indifferentemente la destra e la sinistra: nella credenza popolare, un figlio del Diavolo, doppia personalità, come se avesse due cervelli.

Lo scandalo della Banca Romana è una storia italiana che viene raccontata, per Rai Uno, in un film di Stefano Reali, domenica 17 e lunedì 18 gennaio, e che vede come protagonisti Beppe Fiorello (il giornalista Maria Barba), Andrea Osvart (Renata), Lando Buzzanca (il governatore corrotto Bernardo Tanlongo), Vincent Perez (Clemente Claudet), Ninni Bruschetta (commissario Cavatterra), Ramona Badescu (Ida Tanlongo), Stefano Molinari (Carloni), Marcello Mazzarella (Gustavo Biagini), Lollo Franco (da non perdere, a detta del regista, nei panni del padre di Mattia) e Maurizio Mattioli. La Rai, su questo tema, come ha fatto notare Fabrizio Del Noce, “ha già dato” con uno sceneggiato nel 1977, sebbene focalizzato soltanto sul personaggio di Bernardo Tanlongo e non allargata a tutte le implicazioni né arricchita di un tocco di melodramma e sentimentalismo dell’epoca. Uno spaccato sociale molto importante, concepito perché raccontasse un determinato periodo storico, in cui, successivamente, si è inserito un fenomeno internazionale, come quello degli scandali delle banche.

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